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12 Marzo 2024

Innovazione Industriale: Guida al Voucher per l’Innovation Manager

Nel 2016, con l’introduzione del Piano Industria 4.0, è iniziata l’era dell’automazione industriale integrata con nuove tecnologie per migliorare le condizioni di lavoro e aumentare la produttività.

Il governo ha previsto una serie di agevolazioni per le PMI per sostenere gli investimenti in questa direzione, come il voucher per l’Innovation Manager, che supporta le imprese nell’innovazione tecnologica e digitale.

Cos’è il voucher per l’Innovation Manager

La misura Voucher per consulenza in innovazione è l’intervento che, in coerenza con il Piano nazionale “Impresa 4.0”, sostiene i processi di trasformazione tecnologica e digitale delle PMI e delle reti di impresa di tutto il territorio nazionale attraverso l’introduzione in azienda di figure manageriali in grado di implementare le tecnologie abilitanti previste dal Piano Nazionale Impresa 4.0, nonché di ammodernare gli assetti gestionali e organizzativi dell’impresa, compreso l’accesso ai mercati finanziari e dei capitali.

Ruolo e caratteristiche dell’Innovation Manager

L’Innovation Manager è un professionista, o una società di consulenza, in grado di individuare, sviluppare e sostenere i processi di trasformazione tecnologica e digitale all’interno di un’azienda, attraverso le tecnologie abilitanti previste dal Piano Nazionale Impresa 4.0.

Gli Innovation Manager supportano, dunque, le imprese nei processi di ammodernamento degli assetti gestionali e organizzativi, tra cui anche l’accesso ai mercati finanziari e dei capitali: possono suggerire alle imprese nuovi metodi organizzativi da utilizzare nelle pratiche commerciali, nuove strategie di gestione aziendale, nuovi assetti nell’organizzazione del luogo di lavoro.

Può operare anche da un punto di vista prettamente finanziario (equity crowdfunding, invoice financing, emissione di minibond), ma senza perdere di vista gli obiettivi 4.0.

Al di là del suo ruolo, l’Innovation Manager dovrà presentare requisiti specifici: in primis è richiesta l’indipendenza dall’impresa “beneficiaria”, che lo dovrà assumere con contratto di consulenza di durata non inferiore a nove mesi.

La normativa richiede poi che questi sia qualificato: il manager dovrà quindi essere iscritto nell’elenco MIMIT ma anche accreditato negli albi o nelle liste dei manager dell’innovazione, istituiti presso Unioncamere, presso le associazioni di rappresentanza dei manager o presso le Regioni. Dovrà poi presentare una serie di dettagli curriculari, riportati nella normativa del 2019 (DM MiSE 7 maggio 2019).

Nell’elenco ministeriale, oltre ai professionisti e alle società di consulenza – che potranno indicare un massimo di dieci nominativi – sono altresì ammessi anche i centri di trasferimento tecnologico in ambito Industria 4.0, i centri di competenza ad alta specializzazione e gli incubatori certificati di startup innovative.

Criteri e requisiti per i beneficiari del voucher dell’Innovation Manager

Il voucher è destinato a micro, piccole e medie imprese, nonché le Reti di imprese.

Le imprese devono rispettare specifici criteri, tra cui dimensioni aziendali e fatturato annuo. Devono anche dimostrare un approccio innovativo nell’organizzazione aziendale, essere regolarmente registrate e non svolgere attività vietate a livello UE.

Le Reti di imprese devono essere composte da PMI con un contratto che garantisce una collaborazione stabile.

I beneficiari non devono essere soggetti a sanzioni interdittive o procedure concorsuali e devono essere in regola con i contributi previdenziali.

L’agevolazione, da 25mila a 80mila euro

Le imprese che rispettano i criteri definiti possono richiedere l’agevolazione per coprire parte dei costi della consulenza specialistica di un manager dell’innovazione.

Un Innovation Manager, secondo gli ultimi dati, ha una RAL lorda che varia dai 60mila ai 150mila euro, in base alle sue “skill”. È una cifra abbastanza alta ma può essere abbattuta grazie all’agevolazione.

La quota della spesa finanziabile varia in funzione della dimensione del soggetto richiedente/beneficiario: copre il 50% dei costi sostenuti da micro e piccole imprese, entro il limite massimo di 40mila euro, ma scende a 25mila euro, per le medie imprese, a copertura del 30% dei costi sostenuti.

Nel caso, invece, di una Rete d’impresa, se nel programma contrattuale è previsto lo sviluppo di processi innovativi 4.0, attraverso le tecnologie abilitanti, il contributo riconosciuto andrà a coprire il 50% dei costi sostenuti, con un limite massimo complessivo di 80mila euro.

Dunque, l’investimento da parte dell’impresa c’è, perché – per quanto l’agevolazione sia consistente – è previsto comunque un contributo autonomo. Allo stesso tempo, però, ne beneficerà la stessa azienda, probabilmente aumentando il proprio fatturato, grazie alle nuove competenze immesse e grazie alla crescita apportata dalle prestazioni di un esperto in ambito di big data, analytics, cloud, cybersecurity, sistemi di simulazione, realtà virtuale e aumentata, robotica, stampa 3D.

Bisogna però evidenziare due aspetti: ciascuna impresa e ogni rete potrà presentare una sola domanda di ammissione al contributo. E, qualora l’istanza provenisse proprio da una rete di imprese, alle singole aderenti al contratto è preclusa la possibilità di agire in autonomia.

Inoltre, prima di presentare la domanda di ammissione al contributo, l’impresa dovrà aver già individuato il professionista di cui si vorrà avvalere, tra quelli in elenco, perché il nominativo di questi dovrà essere indicato nell’istanza per la richiesta agevolativa.

Le spese ammissibili

La consulenza deve essere finalizzata a indirizzare e supportare i processi di innovazione, trasformazione tecnologica e digitale delle imprese e delle reti attraverso l’applicazione di una o più delle tecnologie abilitanti previste dal Piano nazionale impresa 4.0 individuate tra le seguenti:

  • big data e analisi dei dati;
  • cloud, fog e quantum computing;
  • cyber security;
  • integrazione delle tecnologie della Next Production Revolution (NPR) nei processi aziendali, anche e con particolare riguardo alle produzioni di natura tradizionale;
  • simulazione e sistemi cyber-fisici;
  • prototipazione rapida;
  • sistemi di visualizzazione, realtà virtuale (RV) e realtà aumentata (RA);
  • robotica avanzata e collaborativa;
  • interfaccia uomo-macchina;
  • manifattura additiva e stampa tridimensionale;
  • internet delle cose e delle macchine;
  • integrazione e sviluppo digitale dei processi aziendali;
  • programmi di digital marketing, quali processi trasformativi e abilitanti per l’innovazione di tutti i processi di valorizzazione di marchi e segni distintivi (c.d. “branding”) e sviluppo commerciale verso mercati;
  • programmi di open innovation.

 

Fonti: Mimit: https://www.mimit.gov.it/it/incentivi/voucher-per-consulenza-in-innovazione-secondo-sportello

Meccanica news: https://www.meccanicanews.com/2024/01/16/tecnologie-abilitanti-4-0-75-milioni-di-euro-per-linnovation-manager/

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