DELTASYSTEM NEWS n. 008/2026 – 13/03/2026

Legge 30 dicembre 2025, n.199 (Legge di Bilancio)
https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2025/12/30/25G00212/SG
Con la Legge di Bilancio 2026 viene reintrodotto l’iperammortamento, misura fiscale pensata per incentivare gli investimenti delle imprese in beni strumentali e tecnologie produttive. Il nuovo regime sostituisce i precedenti incentivi basati sul credito d’imposta previsti dai programmi Transizione 4.0 e 5.0, tornando a un sistema fondato sulla maggiorazione fiscale del costo dei beni strumentali.
L’obiettivo della misura è favorire il rinnovamento tecnologico del sistema produttivo e sostenere gli investimenti aziendali attraverso un beneficio fiscale distribuito nel tempo.
Cosa è l’iperammortamento
L’iperammortamento consiste nella maggiorazione del costo di acquisizione dei beni nuovi ai fini della determinazione di maggiori quote di ammortamento o dei canoni di leasing fiscalmente deducibili. In termini pratici, l’impresa può dedurre dal reddito imponibile un importo superiore rispetto al costo effettivamente sostenuto, ottenendo così un vantaggio fiscale negli anni successivi all’investimento.
Non si tratta quindi di un contributo a fondo perduto o di un credito d’imposta diretto, ma di una deduzione fiscale maggiorata.
Beneficiari
Possono accedere all’agevolazione le imprese titolari di reddito d’impresa che effettuano investimenti in beni strumentali destinati a strutture produttive situate nel territorio dello Stato. In linea generale, la misura si applica indipendentemente dalla dimensione dell’impresa, dalla forma giuridica e dal settore economico di appartenenza.
Investimenti ammissibili
Sono agevolabili gli investimenti in beni strumentali nuovi, materiali e immateriali, funzionali ai processi produttivi dell’impresa. Rientrano quindi nell’agevolazione macchinari, impianti, attrezzature, software e sistemi digitali collegati all’attività aziendale. Tra gli investimenti ammissibili sono inclusi anche gli impianti per l’autoproduzione di energia destinata all’autoconsumo, secondo quanto previsto dalla disciplina.
Su questo punto va evidenziato un elemento importante: il MEF ha chiarito che sarà eliminata la clausola che limitava il beneficio ai beni prodotti nell’Unione europea o nello Spazio economico europeo. Di conseguenza, i beni agevolabili potranno essere anche di provenienza extra-UE, purché rispettino i requisiti della misura e siano destinati a strutture produttive localizzate in Italia.
Agevolazione
La maggiorazione del costo fiscalmente riconosciuto avviene secondo un meccanismo a scaglioni:
- 180% per investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
- 100% per la quota eccedente fino a 10 milioni di euro;
- 50% per la quota eccedente fino a 20 milioni di euro.
L’effetto della misura è l’aumento della base su cui calcolare l’ammortamento fiscale, con una conseguente riduzione del reddito imponibile e delle imposte dovute nel corso del periodo di ammortamento.
Dismissione del bene e investimenti sostitutivi
Nel caso in cui il bene agevolato venga ceduto o dismesso prima della conclusione del periodo di fruizione del beneficio, la logica della disciplina resta quella già conosciuta nelle precedenti misure agevolative: il vantaggio può essere mantenuto se l’impresa effettua un investimento sostitutivo con caratteristiche adeguate e coerenti con i requisiti richiesti dalla normativa. Su questo aspetto, però, sarà il decreto attuativo a chiarire in modo puntuale modalità, tempistiche ed eventuali condizioni di salvaguardia.
Cumulabilità
L’iperammortamento è cumulabile con altre agevolazioni, nei limiti in cui il cumulo non comporti il superamento del costo complessivamente sostenuto per l’investimento e fermo restando il rispetto della disciplina in materia di aiuti di Stato. Anche per questo profilo, le regole operative definitive dovranno essere lette alla luce del decreto attuativo e degli eventuali successivi chiarimenti amministrativi.
Procedure per l’accesso all’agevolazione
L’agevolazione viene fruita in dichiarazione dei redditi mediante la deduzione delle quote di ammortamento maggiorate. Tuttavia, le modalità operative della misura non sono ancora complete, perché alla data attuale non risulta ancora pubblicato il decreto attuativo definitivo e non è stata ancora emanata una circolare operativa specifica. Il MIMIT ha comunque confermato che la misura prevista dalla Legge di Bilancio 2026 richiede regole di attuazione, già trasmesse al MEF.
Quanto al soggetto gestore, sulla base dell’impostazione seguita per gli incentivi 4.0 e delle indicazioni tecniche circolate sul nuovo impianto normativo, la gestione operativa della piattaforma dovrebbe essere affidata al GSE – Gestore dei Servizi Energetici, salvo diversa previsione del decreto attuativo.
Esempi pratici di funzionamento
Per comprendere meglio l’impatto dell’iperammortamento è utile considerare alcuni esempi pratici.
Esempio 1 – Investimento fino a 2,5 milioni di euro
Un’impresa acquista un bene strumentale nuovo del valore di 100.000 euro. Grazie alla maggiorazione del 180%, il costo fiscalmente riconosciuto diventa pari a 280.000 euro. Se si applica un coefficiente di ammortamento ordinario del 20%, la quota annua deducibile risulterà significativamente superiore rispetto all’ammortamento standard. Nel complesso, il beneficio fiscale distribuito nel periodo di ammortamento può generare un risparmio di imposta stimabile in circa 43.000 euro rispetto al regime ordinario.
Esempio 2 – Investimento superiore a 2,5 milioni di euro
Si consideri un investimento complessivo pari a 5 milioni di euro. La maggiorazione si applica in modo progressivo:
- 180% sulla prima tranche di 2,5 milioni di euro
- 100% sulla quota eccedente di 2,5 milioni di euro
La maggiorazione complessiva risulta quindi pari a 7 milioni di euro, portando la base ammortizzabile totale a 12 milioni di euro. Questo determina un significativo aumento delle quote di ammortamento deducibili e quindi un importante beneficio fiscale nel corso degli anni
Conclusioni
Il ritorno dell’iperammortamento rappresenta una misura significativa per sostenere gli investimenti produttivi delle imprese. La possibilità di maggiorare fiscalmente il costo dei beni strumentali consente di ridurre il carico fiscale nel tempo e rende più conveniente il rinnovamento tecnologico delle strutture produttive. Alla luce dei chiarimenti più recenti, l’agevolazione potrà riguardare anche beni di provenienza extra-UE, mentre resta ancora da attendere il quadro operativo definitivo, che dovrà essere completato dal decreto attuativo e dagli eventuali successivi chiarimenti amministrativi. In questo contesto, una corretta pianificazione degli investimenti e un costante monitoraggio delle regole attuative saranno essenziali per sfruttare pienamente il beneficio.
