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29 Maggio 2026

Investimenti sostenibili 4.0: bando MIMIT da 448 milioni per la crescita green e digitale delle PMI

DELTASYSTEM NEWS N. 018/2026 – 29/05/2026

Consulta la misura completa: https://www.mimit.gov.it/it/notizie-stampa/mimit-al-via-il-bando-investimenti-sostenibili-4-0-da-448-milioni

Consulta il DM di riferimento: https://www.mimit.gov.it/images/stories/normativa/dm_18_marzo_2026_signed-nf.pdf

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha avviato il nuovo bando “Investimenti sostenibili 4.0”, una misura destinata a sostenere programmi di investimento innovativi, sostenibili e ad elevato contenuto tecnologico.

L’intervento mette a disposizione una dotazione di circa 448 milioni di euro e si rivolge alle micro, piccole e medie imprese che intendono realizzare progetti coerenti con il Piano Transizione 4.0, con particolare attenzione alla trasformazione digitale, all’efficienza energetica, all’economia circolare e alla sostenibilità dei processi produttivi.

La misura sarà gestita da Invitalia, soggetto incaricato per conto del MIMIT, e le domande saranno presentate tramite apposita piattaforma telematica secondo termini e modalità che saranno definiti con successivo provvedimento ministeriale.

Finalità della misura

Il bando “Investimenti sostenibili 4.0” nasce con l’obiettivo di rafforzare la crescita sostenibile e la competitività delle PMI localizzate nelle Regioni meno sviluppate.

La misura sostiene programmi di investimento che puntano a:

  • favorire la trasformazione tecnologica e digitale dell’impresa;
  • aumentare l’efficienza e la flessibilità dei processi produttivi;
  • promuovere modelli produttivi più sostenibili;
  • incentivare l’utilizzo efficiente delle risorse;
  • sostenere interventi di economia circolare ed efficienza energetica.

Si tratta quindi di uno strumento pensato per imprese che intendono investire non solo in nuovi macchinari o impianti, ma in un vero processo di modernizzazione produttiva.

Beneficiari

Possono accedere alle agevolazioni le micro, piccole e medie imprese (PMI) che realizzano programmi di investimento nei territori delle Regioni meno sviluppate:

  • Basilicata;
  • Calabria;
  • Campania;
  • Molise;
  • Puglia;
  • Sicilia;
  • Sardegna.

Le imprese devono essere regolarmente costituite, iscritte e attive nel Registro delle imprese. Devono inoltre trovarsi in regime di contabilità ordinaria e disporre di almeno due bilanci approvati e depositati o, nel caso di imprese individuali e società di persone, di almeno due dichiarazioni dei redditi.

Una quota pari al 25% delle risorse disponibili è riservata ai programmi proposti da micro e piccole imprese.

Requisiti e settori ammessi

I programmi di investimento devono riguardare imprese operanti nei seguenti ambiti:

  • attività manifatturiere;
  • attività di servizi alle imprese.

Per le attività di servizi è necessario verificare con attenzione i codici ATECO ammessi, indicati nell’Allegato 4 del decreto ministeriale. Questo aspetto è molto importante, perché non tutte le attività di servizi possono accedere alla misura.

Restano escluse le attività non ammesse dalla normativa europea sugli aiuti a finalità regionale e gli ambiti espressamente esclusi dal decreto. Per questo motivo, prima di impostare il progetto, è fondamentale controllare:

  • codice ATECO dell’impresa;
  • attività effettivamente svolta;
  • localizzazione dell’unità produttiva;
  • coerenza dell’investimento con le finalità del bando.

L’impresa deve inoltre rispettare ulteriori requisiti generali, tra cui:

  • regolarità contributiva;
  • rispetto della normativa del lavoro, sicurezza, ambiente, edilizia e urbanistica;
  • assenza di procedure concorsuali con finalità liquidatoria;
  • assenza di cause ostative antimafia;
  • restituzione di eventuali somme dovute a seguito di revoche di precedenti agevolazioni;
  • rispetto degli obblighi in materia di polizza contro i rischi catastrofali, ove applicabili;
  • assenza di delocalizzazioni nei due anni precedenti la domanda e impegno a non delocalizzare nei due anni successivi al completamento dell’investimento.

Interventi ammissibili

Sono ammissibili i programmi di investimento innovativi, sostenibili e con contenuto tecnologico elevato, coerenti con il Piano Transizione 4.0.

Gli interventi devono essere finalizzati a una delle seguenti tipologie di investimento:

  • ampliamento della capacità produttiva;
  • diversificazione della produzione, con introduzione di prodotti mai fabbricati in precedenza;
  • cambiamento fondamentale del processo produttivo;
  • realizzazione di una nuova unità produttiva.

Il punto centrale della misura è l’obbligo di utilizzare in modo prevalente le tecnologie abilitanti 4.0 indicate nell’Allegato 1 del decreto. In concreto, le spese riconducibili a tali tecnologie devono risultare preponderanti rispetto al totale dei costi ammissibili del programma.

Tra le tecnologie rilevanti rientrano, ad esempio:

  • advanced manufacturing solutions;
  • additive manufacturing;
  • realtà aumentata;
  • simulation e digital twin;
  • integrazione orizzontale e verticale dei processi;
  • Internet of Things e Industrial Internet;
  • cloud;
  • cybersecurity;
  • big data e analytics;
  • intelligenza artificiale;
  • blockchain.

Questo significa che non basta acquistare genericamente nuovi macchinari: il progetto deve dimostrare un contenuto tecnologico effettivo e un collegamento concreto con la trasformazione digitale dell’impresa.

Sostenibilità ambientale ed efficienza energetica

Il bando valorizza in modo particolare i programmi caratterizzati da elevata sostenibilità ambientale.

Sono infatti premiati i progetti orientati a:

  • processi produttivi rispettosi dell’ambiente;
  • utilizzo efficiente delle risorse;
  • economia circolare;
  • riduzione dei consumi energetici;
  • miglioramento dell’efficienza energetica;
  • contributo agli obiettivi climatici e ambientali dell’Unione europea.

Per i programmi di efficienza energetica è richiesto un risparmio energetico, all’interno dell’unità produttiva interessata, non inferiore al 5% rispetto ai consumi dell’anno precedente alla domanda.

Nel caso di nuova unità produttiva, il risparmio viene valutato rispetto a uno scenario controfattuale, cioè rispetto a un investimento alternativo meno efficiente che l’impresa avrebbe realizzato in assenza dell’agevolazione.

Non sono invece ammissibili interventi di efficientamento energetico realizzati semplicemente per adeguarsi a obblighi normativi o prescrizioni amministrative, salvo che generino risparmi energetici aggiuntivi rispetto ai valori minimi richiesti.

Spese ammissibili

Sono agevolabili le spese strettamente funzionali alla realizzazione del programma di investimento, relative all’acquisto di nuove immobilizzazioni materiali e immateriali.

Rientrano tra le spese ammissibili:

  • macchinari, impianti e attrezzature;
  • opere murarie, nel limite del 40% del totale dei costi ammissibili;
  • programmi informatici e licenze collegati all’utilizzo dei beni materiali;
  • certificazioni ambientali;
  • servizi di consulenza specialistica per l’applicazione delle tecnologie 4.0;
  • consulenze per diagnosi energetica, nei casi previsti.

Le spese devono riguardare beni nuovi di fabbrica, acquistati da terzi a condizioni di mercato, ammortizzabili e capitalizzati nell’attivo patrimoniale dell’impresa.

I beni devono inoltre mantenere la propria funzionalità rispetto al programma di investimento per almeno tre anni dalla data di erogazione a saldo delle agevolazioni.

Spese non ammissibili

Il decreto esclude diverse tipologie di spesa.

Non sono ammesse, tra le altre:

  • spese sostenute tramite leasing;
  • commesse interne;
  • acquisto di macchinari, impianti e attrezzature usati;
  • acquisto o locazione di terreni e fabbricati;
  • spese di funzionamento;
  • scorte di materie prime, semilavorati, prodotti finiti e materiali di consumo;
  • consulenze ordinarie e prestazioni professionali non ammesse;
  • formazione del personale;
  • imposte e tasse, salvo IVA non recuperabile;
  • beni non installati presso l’unità produttiva interessata dal programma, salvo specifiche eccezioni per impianti da fonti rinnovabili per autoconsumo;
  • mezzi di trasporto di merci o persone;
  • titoli di spesa inferiori a 500 euro al netto IVA.

Questa esclusione è importante perché il bando finanzia investimenti strutturali e produttivi, non costi ordinari di gestione aziendale.

Importo dell’investimento

Il programma di investimento deve prevedere spese ammissibili:

  • non inferiori a 750.000 euro;
  • non superiori a 5 milioni di euro;
  • comunque entro il limite del 70% del fatturato dell’ultimo bilancio approvato e depositato.

Il progetto può anche avere un valore complessivo superiore a 5 milioni di euro, ma la parte eccedente non sarà agevolabile e dovrà essere coperta integralmente dall’impresa.

Gli investimenti devono essere avviati solo dopo la presentazione della domanda. Per avvio si intende il primo impegno giuridicamente vincolante o l’inizio dei lavori, a seconda di quale evento si verifichi prima.

Il programma deve essere completato entro 18 mesi dalla data di concessione delle agevolazioni. È prevista la possibilità di richiedere una proroga motivata, per un periodo massimo di 6 mesi.

Misura dell’agevolazione

Le agevolazioni possono coprire fino al 75% delle spese ammissibili.

Il sostegno è composto da:

  • 35% sotto forma di contributo in conto impianti;
  • 40% sotto forma di finanziamento agevolato.

Il finanziamento agevolato è concesso senza interessi e deve essere restituito secondo un piano di ammortamento della durata massima di 7 anni.

L’impresa deve comunque garantire una copertura finanziaria propria o tramite finanziamento esterno non agevolato pari almeno al 25% delle spese ammissibili.

Cumulabilità

Le agevolazioni non sono cumulabili sulle medesime spese con altri aiuti pubblici, salvo il caso di benefici ottenuti esclusivamente in forma di benefici fiscali o garanzie.

Questo significa che il cumulo con strumenti come il credito d’imposta ZES Unica può essere valutato, ma solo nel rispetto delle intensità massime di aiuto previste dalla normativa europea e dei limiti applicabili al singolo progetto.

In pratica, la cumulabilità deve essere verificata caso per caso, considerando localizzazione dell’investimento, dimensione dell’impresa, tipologia di spesa e massimali applicabili.

Modalità di presentazione della domanda

Le domande saranno presentate tramite la piattaforma informatica messa a disposizione da Invitalia, soggetto gestore della misura per conto del MIMIT.

La procedura sarà a sportello e ciascuna impresa potrà presentare una sola domanda.

I termini di apertura, le modalità operative, la modulistica e le ulteriori indicazioni per la presentazione delle istanze saranno definiti con un successivo provvedimento ministeriale.

L’istruttoria delle domande terrà conto della coerenza del progetto, della solidità economico-finanziaria dell’impresa, del livello tecnologico degli investimenti e degli elementi di sostenibilità ambientale.

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