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15 Maggio 2026

TRANSIZIONE DIGITALE ED ECOLOGICA: IN ARRIVO DA SIMEST 800 MILIONI

DELTASYSTEM NEWS N. 016/2026 – 15/05/2026

Consulta la misura completa e la circolare di riferimento:

https://www.simest.it/app/uploads/2026/05/Comunicato-Stampa-SIMEST-Pacchetto-Energia-14-maggio-2026.pdf

https://www.simest.it/app/uploads/2026/05/Circolare-4-394-2023-DE-23.04.2026_sito.pdf

SIMEST ha attivato un nuovo intervento da 800 milioni di euro, a valere sul Fondo 394/81, per sostenere le imprese italiane colpite dagli effetti della crisi nell’area del Golfo Persico (IRAN) e dal perdurare delle tensioni sui costi energetici. La misura si inserisce nello strumento “Transizione digitale o ecologica” e introduce condizioni rafforzate per le imprese esportatrici, per le filiere a vocazione internazionale e per le imprese energivore o impegnate in percorsi di efficientamento energetico.

L’obiettivo è duplice: da un lato favorire investimenti in digitalizzazione e sostenibilità ambientale, dall’altro rafforzare la solidità patrimoniale delle imprese italiane che operano sui mercati esteri o che fanno parte di catene di fornitura collegate all’export.

La nuova linea “Energia per la Competitività Internazionale” è particolarmente rilevante perché consente, in presenza di specifici requisiti, di accedere a condizioni migliorative: quota a fondo perduto più elevata, maggiore quota destinabile al rafforzamento patrimoniale, anticipo fino al 50% e durata del finanziamento estendibile fino a 8 anni.

Cos’è la misura Transizione digitale o ecologica SIMEST

La misura “Transizione digitale o ecologica” è un finanziamento agevolato destinato a sostenere programmi di investimento finalizzati all’innovazione digitale, alla transizione ecologica e al rafforzamento della competitività internazionale dell’impresa. Non si tratta quindi di un semplice contributo per l’acquisto di beni, ma di uno strumento finanziario più ampio, pensato per accompagnare le aziende in un percorso di crescita e consolidamento sui mercati esteri.

In termini pratici, l’impresa può utilizzare il finanziamento per realizzare investimenti digitali o ambientali e, entro i limiti previsti, anche per rafforzare la propria struttura patrimoniale. La circolare prevede infatti che, in via ordinaria, almeno il 50% dell’importo deliberato sia destinato a investimenti digitali e/o ecologici, mentre la restante quota, fino al 50%, possa essere destinata al rafforzamento patrimoniale.

Per alcune categorie di imprese, tra cui quelle energivore o quelle rientranti nella nuova misura “Energia per la Competitività Internazionale”, la quota destinabile al rafforzamento patrimoniale può arrivare fino al 90% dell’importo deliberato, con possibilità di destinare fino a 1,5 milioni di euro anche a incrementi di capitale sociale o finanziamenti soci verso società controllate.

Beneficiari

La misura è rivolta alle imprese italiane con vocazione internazionale, cioè imprese che operano direttamente sui mercati esteri oppure che fanno parte di filiere collegate all’export. Possono accedere microimprese, PMI e altre imprese, sia in forma singola sia, in alcuni casi, in forma aggregata tramite rete soggetto.

  • imprese esportatrici con sede legale e operativa in Italia;
  • imprese fornitrici di aziende italiane esportatrici;
  • imprese non esportatrici inserite in filiere produttive a vocazione internazionale;
  • imprese energivore o che hanno intrapreso percorsi certificati di efficientamento energetico;
  • imprese con interessi negli Stati Uniti o nei Balcani Occidentali, secondo le specifiche condizioni previste dalla circolare.

Per accedere alla misura, l’impresa deve inoltre essere regolarmente costituita, iscritta al Registro delle imprese, in stato di attività e nel pieno esercizio dei propri diritti. È richiesto, in linea generale, il deposito di almeno due bilanci relativi a due esercizi completi precedenti alla domanda.

Requisiti principali

La circolare SIMEST prevede requisiti generali e requisiti specifici, a seconda della tipologia di impresa e della linea agevolativa utilizzata.

Tra i requisiti generali rientrano:

  • sede legale e sede operativa in Italia;
  • almeno due bilanci depositati o, per i soggetti non obbligati al deposito, documentazione economico-patrimoniale equivalente;
  • regolarità contributiva, verificata tramite DURC;
  • conformità alla normativa ambientale nazionale;
  • assenza di procedure concorsuali, stato di liquidazione o situazioni di difficoltà;
  • non rientrare nei settori esclusi dalla misura;
  • assolvimento dell’obbligo di stipula della polizza catastrofale, ove applicabile.

Sotto il profilo dell’internazionalizzazione, l’impresa deve dimostrare un collegamento con i mercati esteri. In via ordinaria è richiesto un fatturato export pari ad almeno il 10% dell’ultimo bilancio. Per le imprese energivore o che hanno intrapreso percorsi di efficientamento energetico, il requisito può scendere al 3%. In alternativa, può essere valorizzato il ruolo di fornitore di imprese esportatrici, secondo le condizioni previste dalla circolare.

La linea “Energia per la Competitività Internazionale”

La novità più rilevante è rappresentata dalla linea “Energia per la Competitività Internazionale”, rivolta alle imprese colpite dagli effetti della crisi nell’area del Golfo Persico. Per rientrare in questa linea, l’impresa deve presentare domanda entro il 31 dicembre 2026 e dimostrare almeno uno dei seguenti requisiti alternativi:

  • incremento dei costi medi unitari energetici pari almeno al 10%;
  • riduzione del fatturato pari almeno al 10% come conseguenza del conflitto nell’area del Golfo Persico.

Il confronto viene effettuato tra il periodo che decorre dal 1° gennaio 2026 fino al termine, a scelta dell’impresa, di uno o due mesi antecedenti alla data di presentazione della domanda, e il medesimo periodo riferito all’esercizio 2025. Il requisito deve essere attestato tramite apposita asseverazione rilasciata da un soggetto iscritto al Registro dei Revisori Contabili tenuto dal MEF.

Questa impostazione rende la misura particolarmente interessante per imprese che, pur continuando a operare sui mercati internazionali, hanno subito un impatto negativo sui margini a causa dell’aumento dei costi energetici o della contrazione del fatturato collegata al contesto geopolitico.

Interventi e spese ammissibili

Per rendere la misura più comprensibile alle imprese, è utile distinguere le spese ammissibili in quattro macro-categorie: investimenti digitali, investimenti ecologici, rafforzamento patrimoniale e consulenze collegate al programma.

CategoriaEsempi concreti di spese
Transizione digitaleSoftware gestionali, ERP, CRM, sistemi per la gestione dei processi aziendali, attrezzature tecnologiche, programmi informatici, contenuti digitali, consulenze digital manager, cybersecurity, big data, cloud e fog computing, simulazione, robotica avanzata, manifattura additiva, IoT, realtà virtuale/aumentata, disaster recovery e business continuity.
Transizione ecologicaInterventi di efficientamento energetico e idrico, investimenti per ridurre consumi e impatti climatici, tecnologie per la sostenibilità ambientale e sociale, certificazioni ambientali, diagnosi energetiche.
Rafforzamento patrimonialeImmobilizzazioni materiali e immateriali, escluso l’avviamento; incrementi di capitale sociale e finanziamenti soci a società controllate, nei limiti previsti dalla circolare.
ConsulenzeConsulenze per verifiche di conformità ambientale, presentazione e gestione della domanda, asseverazioni del revisore e attività collegate all’accesso alla misura, entro i limiti previsti.

Le spese devono essere sostenute, fatturate e pagate nel periodo di realizzazione previsto dalla circolare, successivamente alla ricezione del CUP e comunque in coerenza con il programma approvato. È inoltre necessario utilizzare il conto corrente dedicato, che deve essere impiegato in via esclusiva per le spese ammissibili del programma.

Non sono invece ammissibili spese ordinarie o ricorrenti dell’attività aziendale non collegate al programma, consulenze generiche, costi del personale interno o costi direttamente connessi alla gestione corrente dell’export. L’intervento non può essere utilizzato per sovvenzionare attività direttamente collegate all’esportazione, come la costituzione o gestione ordinaria di una rete distributiva all’estero.

Misura dell’agevolazione

L’intervento agevolativo è composto da un finanziamento agevolato e, ove ricorrano i requisiti, da una quota di cofinanziamento a fondo perduto. L’importo minimo richiedibile è pari a 10.000 euro.

L’importo massimo è determinato come il minore tra il 35% dei ricavi medi risultanti dagli ultimi due bilanci e i massimali previsti in base alla dimensione dell’impresa:

Dimensione impresaImporto massimo richiedibile
Microimpresa500.000 euro
PMI, PMI innovative e Start up innovative2.500.000 euro
Altre imprese5.000.000 euro

La quota a fondo perduto ordinaria può arrivare fino al 10% dell’intervento agevolativo, con un limite massimo di 100.000 euro, in presenza dei requisiti previsti dalla circolare. Rientrano tra le condizioni premianti, ad esempio, la localizzazione nel Sud Italia, il possesso di certificazioni ambientali o di sostenibilità, la natura giovanile o femminile dell’impresa, una quota export significativa, la qualifica di PMI innovativa o Start up innovativa e altre condizioni specifiche.

Per le domande presentate entro il 31 dicembre 2026 da imprese energivore o imprese che hanno intrapreso percorsi certificati di efficientamento energetico, la quota a fondo perduto può arrivare fino al 20% dell’intervento agevolativo, con limite massimo di 200.000 euro.

Per le imprese rientranti nella misura “Energia per la Competitività Internazionale”, la quota a fondo perduto può arrivare fino al 20%. Se l’impresa è qualificabile come PMI, il cofinanziamento può essere elevato fino al 30%, sempre nel limite massimo di 200.000 euro e nel rispetto del plafond de minimis disponibile.

ElementoCondizione rafforzata
Fondo perdutofino al 20%, elevabile al 30% per PMI colpite dalla crisi nel Golfo Persico
Rafforzamento patrimonialequota destinabile fino al 90% dell’importo deliberato
Controllatepossibilità di destinare fino a 1,5 milioni di euro a incrementi di capitale o finanziamenti soci
Anticipoprima tranche fino al 50%
Duratafinanziamento estendibile fino a 8 anni

Durata, rimborso e garanzie

In via ordinaria, il finanziamento ha durata complessiva di 6 anni, con 2 anni di preammortamento e 4 anni di rimborso. Per le imprese energivore, per quelle che hanno intrapreso percorsi di efficientamento energetico, per le imprese rientranti nella misura “Energia per la Competitività Internazionale” e per le imprese con interessi negli Stati Uniti, è possibile richiedere un’estensione della durata fino a 8 anni.

Il rimborso avviene tramite rate semestrali posticipate a capitale costante. La misura prevede inoltre un sistema di garanzie parametrato allo scoring dell’impresa. Sono esentate dalla prestazione di garanzie le imprese appartenenti alle prime classi di scoring, le PMI innovative e le Start up innovative. Per le domande presentate entro il 31 dicembre 2026, possono beneficiare dell’esenzione dalle garanzie anche le imprese energivore o che hanno intrapreso percorsi di efficientamento energetico, secondo quanto previsto dalla circolare.

Modalità di presentazione della domanda

La domanda deve essere presentata esclusivamente tramite il Portale SIMEST. L’impresa deve registrarsi, compilare la richiesta in ogni sua parte, sottoscriverla digitalmente tramite il legale rappresentante e allegare la documentazione prevista.

Dal 25 maggio 2026 è possibile accedere al portale per la compilazione e presentazione delle richieste con le nuove condizioni previste per le imprese energivore e per le imprese colpite dal conflitto nell’area del Golfo Persico. Le domande relative alla misura rafforzata possono essere presentate fino al 31 dicembre 2026, salvo esaurimento delle risorse disponibili.

SIMEST esamina le domande secondo l’ordine cronologico di presentazione e procede alla valutazione amministrativa, patrimoniale, economico-finanziaria, legale e di compliance. In caso di domanda incompleta, l’impresa può essere chiamata a fornire chiarimenti o integrazioni entro i termini indicati da SIMEST.

Documentazione e aspetti operativi da verificare

Prima di presentare la domanda, è opportuno verificare con attenzione la documentazione necessaria. In particolare, possono essere richiesti:

  • bilanci degli ultimi due esercizi completi;
  • documentazione attestante il fatturato export o l’appartenenza a filiere esportatrici;
  • DURC regolare;
  • dichiarazioni sulla conformità ambientale e sul rispetto dei requisiti di accesso;
  • documentazione relativa alla polizza catastrofale, ove applicabile;
  • asseverazione del revisore per dimostrare incremento dei costi energetici o riduzione del fatturato nella misura “Energia per la Competitività Internazionale”;
  • preventivi, contratti e documentazione tecnica relativi alle spese da sostenere;
  • eventuali certificazioni energetiche, ambientali o digitali.

Un aspetto operativo importante riguarda il conto corrente dedicato. La circolare prevede che l’impresa utilizzi un conto corrente dedicato per tutte le spese ammissibili, evitando commistioni con spese ordinarie non attinenti al programma. Inoltre, il CUP comunicato da SIMEST deve essere riportato su fatture e bonifici relativi alle spese agevolate, secondo le regole previste dalla circolare.

Perché la misura è interessante per le imprese

La misura SIMEST è particolarmente rilevante per le imprese che intendono continuare a investire in un contesto internazionale complesso. Il pacchetto consente infatti di combinare finanza agevolata, contributo a fondo perduto e rafforzamento patrimoniale, offrendo un supporto concreto sia agli investimenti operativi sia alla solidità finanziaria dell’impresa.

Per una PMI esportatrice o inserita in una filiera internazionale, gli ambiti di maggiore interesse possono essere la digitalizzazione dei processi aziendali, la cybersecurity, l’efficientamento energetico, l’acquisto di software e tecnologie, la riduzione dei consumi e il rafforzamento di società controllate strategiche. Per le imprese colpite dalla crisi nel Golfo Persico, la possibilità di accedere a condizioni rafforzate può rappresentare un sostegno importante per compensare l’aumento dei costi energetici o la contrazione del fatturato.

Considerazioni finali

La misura “Transizione digitale o ecologica” di SIMEST, rafforzata con la nuova linea “Energia per la Competitività Internazionale”, rappresenta uno strumento molto utile per le imprese italiane che operano sui mercati esteri e che vogliono investire in innovazione, sostenibilità e competitività.

La presenza di un plafond dedicato da 800 milioni di euro, insieme alla possibilità di ottenere una quota a fondo perduto fino al 30% per le PMI colpite dalla crisi nel Golfo Persico, rende l’intervento particolarmente interessante. Allo stesso tempo, la misura richiede una valutazione preliminare accurata dei requisiti, delle spese ammissibili, della disponibilità del plafond de minimis e della documentazione da produrre.

Per questo motivo, le imprese interessate dovrebbero analizzare tempestivamente la propria posizione, verificare il possesso dei requisiti e predisporre un piano di investimento coerente con le finalità della misura, così da poter presentare una domanda completa e correttamente strutturata.

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