DELTASYSTEM NEWS N. 015/2026 – 08/05/2026

*DECRETO DIRETTORIALE PROSSIMO ALL’USCITA. AL MOMENTO NON ANCORA PUBBLICATO*.
DECRETO ATTUATIVO 04/05/2026 CONSULTABILE QUI:
https://www.fiscoetasse.com/files/21812/decreto-attuativo-iperammortamento-04052026.pdf
Il nuovo Piano Transizione 5.0 entra nella fase operativa. Il provvedimento è stato firmato lunedì 4 maggio dal ministro per le Imprese e il made in Italy (Mimit), Adolfo Urso, e subito dopo la bollinatura della Ragioneria sarà firmato dal ministro dell’Economia (Mef) Giancarlo Giorgetti. Secondo le previsioni ministeriali, i successivi passaggi – esame della Corte dei conti, decreto direttoriale che fissa l’apertura dei termini delle domande e avvio della piattaforma telematica del Gse (Gestore dei servizi energetici) – dovrebbero richiedere circa un mese, il via libera alle prenotazioni dovrebbe arrivare dunque entro i primi 10 giorni di giugno.
Finalità della misura
Il nuovo Piano Transizione 5.0 è pensato per accompagnare le imprese in un percorso di innovazione tecnologica e miglioramento dell’efficienza energetica.
L’obiettivo è favorire investimenti capaci di rendere i processi produttivi più moderni, digitalizzati e sostenibili, attraverso l’acquisto di beni strumentali nuovi, interconnessi e coerenti con il piano di innovazione aziendale.
La misura riguarda gli investimenti effettuati nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2026 e il 30 settembre 2028, offrendo quindi un orizzonte temporale pluriennale utile alla programmazione degli investimenti.
Beneficiari
Possono accedere all’agevolazione le imprese titolari di reddito d’impresa che effettuano investimenti in beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive situate nel territorio dello Stato.
La misura è rivolta alle imprese che intendono investire in tecnologie produttive, digitalizzazione, automazione, efficientamento energetico e, più in generale, in beni funzionali alla trasformazione dei processi aziendali.
Come per le precedenti agevolazioni collegate alla transizione digitale, sarà fondamentale verificare con attenzione la coerenza tra investimento, requisiti tecnici del bene, interconnessione e documentazione richiesta.
Investimenti agevolabili
Sono agevolabili gli investimenti in beni strumentali materiali e immateriali nuovi, funzionali ai processi produttivi e coerenti con la trasformazione digitale ed energetica dell’impresa.
In particolare, potranno rientrare nell’agevolazione:
- macchinari, impianti e attrezzature;
- beni tecnologici interconnessi;
- software e sistemi digitali ammissibili;
- investimenti collegati all’efficientamento energetico;
- beni per l’autoproduzione di energia destinata all’autoconsumo, nei limiti e con le condizioni previste dalla normativa.
Il beneficio è quindi rivolto principalmente agli investimenti produttivi strutturati, non a semplici acquisti isolati privi di collegamento con un progetto di innovazione aziendale.
Stop ai software in cloud
Una delle novità più rilevanti riguarda l’esclusione dei software in cloud erogati in modalità “as-a-service”, quindi tramite canoni di abbonamento o formule SaaS.
Secondo le anticipazioni sul decreto attuativo, non rientreranno nel perimetro agevolabile i costi sostenuti per software fruiti in cloud mediante abbonamento. Si tratta di una modifica importante rispetto ad alcune ipotesi circolate nelle bozze precedenti, che avevano lasciato aperta la possibilità di includere almeno parte di tali costi.
Questa esclusione potrebbe avere un impatto significativo soprattutto per le PMI, sempre più orientate verso soluzioni digitali in cloud, gestionali online, piattaforme SaaS e strumenti di automazione erogati tramite canone.
Stop alla clausola “Made in UE”
Un altro punto importante riguarda la cosiddetta clausola “Made in UE”.
Il MEF ha annunciato la soppressione della disposizione che limitava il beneficio ai soli beni prodotti nell’Unione Europea o nello Spazio Economico Europeo. Questo significa che, fermo restando il rispetto di tutti gli altri requisiti previsti dalla misura, potranno rientrare nell’agevolazione anche beni strumentali prodotti in Paesi extra-UE.
La modifica è particolarmente rilevante perché amplia la platea dei beni potenzialmente agevolabili e riduce le difficoltà operative legate alla verifica dell’origine dei prodotti.
Resta comunque necessario distinguere il caso dei beni strumentali ordinari da eventuali investimenti energetici, in particolare nel fotovoltaico, dove potrebbero permanere requisiti specifici sui moduli ammessi in base alla normativa di settore.
Misura dell’agevolazione
Il nuovo Piano Transizione 5.0 conferma il meccanismo dell’iperammortamento, con una maggiorazione del costo fiscalmente riconosciuto degli investimenti.
Le aliquote previste sono:
- 180% per investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
- 100% per la quota eccedente fino a 10 milioni di euro;
- 50% per la quota eccedente fino a 20 milioni di euro.
In pratica, l’impresa non riceve un contributo diretto, ma può dedurre fiscalmente un valore superiore rispetto al costo effettivamente sostenuto per il bene. Questo genera quote di ammortamento più elevate e quindi una riduzione del reddito imponibile nel corso degli anni.
Procedure GSE e cinque comunicazioni obbligatorie
L’accesso all’agevolazione sarà gestito tramite piattaforma GSE. La procedura definitiva sarà resa disponibile con l’apertura dello sportello, attesa entro giugno.
Rispetto alle precedenti impostazioni, il nuovo sistema appare più articolato. Le comunicazioni obbligatorie diventerebbero cinque, con un evidente incremento degli adempimenti a carico delle imprese.
In base alle anticipazioni, la procedura dovrebbe prevedere:
- comunicazione preventiva di prenotazione;
- conferma del versamento di un acconto pari almeno al 20%;
- comunicazione di completamento dell’investimento;
- comunicazione periodica annuale relativa agli investimenti e ai costi sostenuti;
- comunicazione integrativa con dati sul piano di ammortamento e sulle quote dell’incentivo.
Questo nuovo impianto rende indispensabile una gestione documentale molto più attenta rispetto al passato.
Documentazione necessaria
Per accedere correttamente alla misura, le imprese dovranno predisporre e conservare la documentazione tecnica, fiscale e contabile richiesta.
Tra gli elementi centrali rientrano:
- perizia tecnica asseverata;
- certificazione contabile delle spese;
- documentazione relativa all’interconnessione dei beni;
- evidenza della coerenza del progetto con i requisiti della misura;
- tracciabilità degli investimenti e dei relativi pagamenti.
La corretta predisposizione della documentazione sarà decisiva non solo per la fase di prenotazione, ma anche per evitare contestazioni successive in sede di controllo.
Impatto per le imprese
Il nuovo Piano Transizione 5.0 rappresenta una misura potenzialmente molto interessante per le imprese che hanno programmato investimenti in macchinari, impianti, automazione, digitalizzazione e sostenibilità.
Tuttavia, le novità introdotte richiedono particolare attenzione.
Da un lato, il ritorno dell’iperammortamento offre un incentivo fiscale rilevante, soprattutto per investimenti fino a 2,5 milioni di euro. Dall’altro, l’esclusione dei software cloud e l’aumento degli adempimenti comunicativi rendono la misura più selettiva e complessa da gestire.
Per questo motivo, prima di procedere con l’investimento, è opportuno verificare:
- se il bene rientra effettivamente tra quelli agevolabili;
- se il progetto rispetta i requisiti tecnici richiesti;
- se la documentazione è completa;
- se l’investimento può essere correttamente prenotato sulla piattaforma GSE;
- se il piano di ammortamento è coerente con il beneficio atteso.
Considerazioni finali
Il nuovo Piano Transizione 5.0 rappresenta uno degli strumenti più rilevanti per sostenere la trasformazione digitale ed energetica delle imprese italiane nel triennio 2026-2028.
La misura offre un vantaggio fiscale importante, ma richiede una pianificazione accurata. La combinazione tra maggiorazione fiscale, requisiti tecnici, comunicazioni GSE e documentazione obbligatoria impone alle imprese di muoversi con anticipo.
In attesa dell’apertura ufficiale della piattaforma GSE e della pubblicazione delle istruzioni operative definitive, è consigliabile iniziare subito l’analisi degli investimenti programmati, verificando ammissibilità dei beni, tempi di realizzazione e documentazione necessaria.
